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Valutazione 4,9(1015), 1015 recensioni·Tour della città·Durata 9 h

Valutazione 5,0(305), 305 recensioni·Tour della città·Durata 4 h

Valutazione 4,6(9109), 9109 recensioni·Tour della città·Durata 12 h

Valutazione 5,0(39), 39 recensioni·Tour della città·Durata 8 h

Valutazione 4,5(12), 12 recensioni·Tour della città·Durata 3 h

Valutazione 4,7(23), 23 recensioni·Gita di un giorno·Durata 4 h
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Valutazione 4,8(81), 81 recensioni·Gita di un giorno·Durata 6 h – 8 h

Valutazione 4,6(718), 718 recensioni·Gita di un giorno·Durata 5 h

Valutazione 4,9(449), 449 recensioni·Cibo e vino·Durata 2 h

Valutazione 4,4(217), 217 recensioni·Cibo e vino·Durata 11 h

Valutazione 4,5(180), 180 recensioni·Gita di un giorno·Durata 5 h
Viator
Esplora i paesaggi della Toscana a bordo di una Vespa, scoprendo borghi medievali e panorami straordinari. L'esperienza include soste in cantine locali per degustazioni di vino e il pranzo.
radda in chianti
45minL'area intorno al capoluogo è abitata dal 2000 a.C., come evidenziato dall'area archeologica di Poggio la Croce dove sono emersi i resti di un antico villaggio e dove, durante gli scavi effettuati nell'ultimo decennio, sono stati portati alla luce molti reperti. Successivamente, anche se sono emerse pochissime tracce, si può ipotizzare la presenza di un villaggio etrusco. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo, si erano già formati nell'area piccoli agglomerati di natura rurale, che esistono ancora oggi; questi villaggi erano Castelvecchi, Monterinaldi, Volpaia e la stessa Radda. Tra il IX e il X secolo l'area di Radda vide la nascita della società feudale che comportò la costruzione dei villaggi. Il primo documento certo in cui Radda è menzionata è un diploma del 1002 in cui l'imperatore Ottone III confermò la donazione fatta dalla contessa Willa a favore della Badia Fiorentina. La località Radda appare in molti documenti della Badia Fiorentina fino al XII secolo. Ramda judicaria fiorentina et fesulana è riportata in un documento della Badia a Coltibuono del 1041. Il 25 maggio 1191 l'imperatore Enrico VI concesse il castello di Radda e la sua corte in feudo ai conti Guidi, lo stesso feudo fu nuovamente confermato dall'imperatore Federico II, anche se già nel XIII secolo il territorio di Radda dipendeva da Firenze. Il castello fu saccheggiato dai senesi in un'incursione nel 1230 mentre nel 1268 fu occupato, insieme ad altre località della regione del Chianti, da truppe francesi guidate da Carlo I d'Angiò. Una nuova occupazione e un nuovo pesante saccheggio Radda lo subì durante la seconda invasione aragonese nel 1478. Amministrativamente Radda era la capitale della Lega del Chianti, comprendente i territori di Radda, Gaiole e Castellina. Dalla fine del XIII secolo divenne sede di un podestà nominato dai fiorentini e nello statuto comunale del 1415 Radda fu confermata come capitale della lega. Tra i podestà di Radda c'è Francesco Ferrucci. Nel XVII secolo, dopo che i conflitti erano terminati, i castelli furono trasformati in ville signorili in cui i proprietari si dedicarono alla produzione di vino. Radda in Chianti fu visitata nel 1773 dal granduca Pietro Leopoldo che la trovò lontana da tutto. A seguito della visita, le strade furono migliorate ma il territorio di Radda fu sempre povero e isolato. L'affetto per la dinastia asburgico-lorenese rimase forte per molto tempo, tuttavia, considerando il fatto che al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna, Radda votò contro (281 sì su 581 votanti, su 879 aventi diritto [4]). Questa situazione raggiunse il suo culmine negli anni '50 quando lo spopolamento delle campagne, un fenomeno comune a molte aree del Chianti, raggiunse il suo picco. Negli anni '70 iniziò la riscoperta di questi luoghi e lentamente tutti i castelli, le ville e le singole fattorie furono restaurati e vi furono impiantate fattorie e aziende agricole.
panzano in chianti
20minL'area di Panzano era già abitata in epoca etrusca come evidenziato dalla scoperta di una stele risalente al VI-V secolo a.C. Presso la pieve di San Leolino, stele poi dispersa. Anche in epoca romana l'area era densamente abitata, di quel periodo ci sono numerose tracce nei toponimi incluso Panzano stesso. All'inizio del X secolo fu menzionata la pieve di San Leolino in Flacciano, che in seguito divenne Panzano. Nel XII secolo si ha la prima testimonianza del nome Panzano, menzionato nella plebe sancti leolini sitam in panzano, mentre nel decimo del XIII secolo è menzionata anche la chiesa di Santa Maria posta nel castello. Il castello di Panzano si era certamente già sviluppato prima del XII secolo ed era tra i possedimenti della famiglia Firidolfi. Delle vicende storiche del castello non rimangono molte tracce. A metà del XIII secolo, quando il contado fiorentino fu organizzato in leghe, Panzano fu incluso nella Lega della Val di Greve. Dopo la battaglia di Montaperti nel 1260, il castello fu saccheggiato e due torri furono distrutte dalle vittoriose truppe ghibelline. Durante la guerra che oppose Firenze ai Visconti di Milano, Panzano, nel 1397, fu occupato e saccheggiato di nuovo dalle truppe di Alberico da Barbiano. Nel 1478, le truppe senesi e i loro alleati, le truppe del re di Napoli Ferdinando II d'Aragona, invasero il Chianti per la seconda volta. In quell'occasione il castello di Panzano fu uno dei più importanti baluardi a difesa della Repubblica di Firenze, tanto da diventare sede del commissario della Repubblica. Dopo la caduta della Repubblica di Siena nel 1555, Panzano non sarà più coinvolto in guerre fino al 1944.
castellina in chianti
Passaggioil tumulo di montecalvario, una tomba etrusca situata vicino al paese e datata VII-VI secolo a.c. e la necropoli del poggino, situata vicino a fonterutoli, attestano la presenza degli etruschi nella zona. secondo le campagne di scavo effettuate dagli anni ottanta nell'area di castellina, era certa la presenza di una grande città; centro abitato che doveva trovarsi a salinvolpe, a poche centinaia di metri dall'odierna castellina. ci sono più testimonianze dell'epoca medievale. i primi documenti certi risalgono all'XI secolo quando l'area era feudo dei nobili del castello del trebbio, una famiglia imparentata con i conti guidi. nel XII secolo castellina passò sotto l'influenza di firenze e nel 1193 fu firmato un accordo tra i signori di trebbio e firenze in cui ai fiorentini era permesso di presidiare militarmente i castelli di trebbio e castiglione (ora castellina). dopo il lodo di poggibonsi del 1203, un atto in cui furono sanciti i confini del chianti tra firenze e siena, castellina si trovò ad essere uno degli avamposti fiorentini più importanti poiché si trovava sulla strada più diretta che metteva in comunicazione le due città rivali. nel XIV secolo castellina divenne uno dei capisaldi della lega del chianti, tanto da essere a capo di una delle terze parti in cui era divisa. il terziere di castellina amministrava la parte del chianti che scende verso la valdelsa. nel 1397 fu saccheggiata e completamente bruciata dalle truppe del duca di milano gian galeazzo visconti comandate da alberico da barbiano. nel 1400 si decise di fortificare castellina, e nell'elenco delle riformazioni conservate nell'archivio di stato di firenze è scritto «on site qui dicitur la castellina fiat fortilitia» i lavori, però, dovettero procedere lentamente tanto che nel 1430 gli operai dell'opera del duomo furono incaricati di fortificare castellina insieme a staggia senese e rèncine; filippo brunelleschi fu inviato per stabilire il tipo di interventi necessari e per stimare i costi. nel 1452 le mura di castellina subirono l'assalto delle truppe aragonesi ma resistettero. molto diversamente andarono le cose nel 1478 durante la seconda invasione aragonese del chianti quando castellina fu conquistata dalle truppe senesi e napoletane. in quell'occasione la difesa di castellina fu diretta personalmente da giuliano da sangallo mentre francesco di giorgio martini era al comando degli assedianti. l'occupazione senese durò fino al 1483 quando fu ripresa dai fiorentini. nel 1774 con la riforma amministrativa del granduca pietro leopoldo, castellina divenne sede della comunità da cui deriverà l'attuale comune.